SALVAGUARDARE IL RAPPORTO AFFETTIVO, MA SOPRATTUTTO LA CITTA'


Il Vicesindaco Nando Mismetti replica al Prof. Roberto Segatori sulla "Questione ponti"


(Corriere dell'Umbria del 13.12.2005)
L'articolo di Roberto Segatori "Dalla Tav in Val di Susa ai Ponti sul Topino", sia nel testo che nel titolo è di una scorrettezza unica per un uomo che si considera "di cultura". Inizia infatti, mettendo in correlazione interventi che nulla hanno tra loro in comune. E cioè, la Tav in Val di Susa, che a torto o a ragione, è considerata un'opera infrastrutturale strategica, che si misura nel confronto sul tema dello sviluppo e gli interventi della messa in sicurezza idraulica del bacino del fiume Topino, che invece sono una priorità non solo per i cittadini di buon senso, ma soprattutto per chi ha responsabilità amministrative. Sono contento che il professor Segatori abbia apprezzato, come si evince, l'intervento di D'Alema alla conferenza programmatica dei DS a Firenze, anche se gli suggerisco di leggerlo integralmente, in quanto il filo conduttore del discorso di D'Alema è la cultura e il sapere, considerati come valori fondamentali per il presente e per il futuro del nostro paese. Cultura del fare, cultura del confronto nel rispetto degli altri, come arricchimento (chissà se Segatori avrà capito?). Tornando alle questioni del bacino del Topino, la prima osservazione posta dal professore è la comunicazione e la trasparenza, che ovviamente Segatori chiede agli altri, ma dalle quali si tiene lontano. Infatti, nel suo lungo articolo non dice mai che il progetto in questione è uno stralcio di un'opera più complessiva (costo totale pari a circa 35 milioni di euro), che va dalle sorgenti alla foce del bacino del Topino. In via prioritaria, come indicato dalla Regione l'intervento va da Foligno (Sportella Marini) fino al Comune di Cannara, passando per Bevagna. Per quanto attiene alla trasparenza, il professore, con un linguaggio ambiguo, sostiene che "è necessaria per allontanare fastidiosi sospetti di favoritismi ed interessi di parte". Per quanto mi riguarda, gli unici interessi per i quali mi muovo sono quelli della messa in sicurezza del territorio, e cioè di tante case e attività produttive, che come si è visto, purtroppo in questi giorni vicino a noi, hanno subito danni incalcolabili a causa delle esondazioni. Se Segatori, invece di lanciare messaggi offensivi della dignità della persona, è a conoscenza di favoritismi e di interessi illeciti o poco leciti, si rivolga alle autorità competenti, o su questo faccia più bella figura, tacendo. Ma tornando a questo progetto, prevede un investimento di 8 milioni di euro, 6 dei quali per interventi lungo il percorso del Topino nonchè l'appalto concorso per il rifacimento e riqualificazione degli attraversamenti sul Topino, e cioè il Ponte della Vittoria e il Ponte di Porta Firenze. Rispetto al tema della democrazia, avanzato sempre da Segatori, vorrei ricordargli che si discute a Foligno della messa in sicurezza del Fiume Topino, come del Fosso Renaro e della Chiona da almeno 5 anni. Prima, nel percorso dell'approvazione definitiva del Piano Regolatore, e poi per ciò che hanno comportato i vincoli derivanti dalla Legge 181/83, che prevede la messa in sicurezza dei territori attraversati da corsi d'acqua. Non ho mai detto che sono i tecnici che devono dare gli indirizzi e non appartiene al mio fare politico di delegare responsabilità ad altri che sono proprie di chi amministra. Nella fattispecie, la Giunta Salari, dopo diverse discussioni e confronti, nella metà del 2002, di fronte all'alternativa postaci, tra scavare il letto del Fiume in profondità per circa 1,50 metri o rifare i ponti decise, Sindaco di allora in testa, di dare l'indirizzo del rifacimento dei ponti. Questo perchè in caso di grande piena, anche se gli argini del Topino reggono, il pericolo stà proprio in questi ponti che diventerebbero barriere all'ondata e causa certa di alluvione per la città. L'ultima considerazione di Segatori riguarda il discorso dell'affettività di un luogo come valore di identità e di appartenenza ad una città. Condivido, e voglio ricordargli che, tra l'altro la mia famiglia ed io, viviamo da sempre in Viale Firenze; può quindi immaginare che valore affettivo rappresenti per me quel ponte, che attraverso più volte ogni giorno per venire al centro della città. Per quanto mi riguarda, anche per il ruolo che ricopro come amministratore, ho la responsabilità, inderogabile, di garantire la sicurezza e l'incolumità delle persone e delle attività economiche della città, facendo delle scelte, a volte , poco popolari.